Gaudí è un euro di peso medio in cui ogni turno decidi di quante caselle avanzare lungo l'anello disegnato al centro del tabellone. Chi si ritrova davanti a tutti fa il doppio delle azioni, però chi corre finisce prima il proprio round. Lo firma Dani Garcia, quello di Barcelona.
| Firma | 9 | Barcelona e Windmill Valley nei primi mille BGG; ludografia però solo dal 2023. |
| Originalità | 8 | Stare davanti a tutti raddoppia il turno; tessere e colonne di carte restano note. |
| Fattura | 8 | 96 tessere e 99 carte a 29,99; spessore dei cartoni non comunicato. |
| Cura | 8 | Setup numerato ed esempi giocati; il riepilogo dei simboli sta dentro il libretto. |
| Autonomia | 7 | Tutto a simboli, ma le 33 carte Religione chiedono l'appendice aperta. |
Un mosaico che si possiede e non si spende
Gaudí ti mette davanti una plancia personale, il cartone con le sagome vuote dove costruisci il tuo mosaico, e un tabellone da cui prendi i pezzi per riempirla. I pezzi si chiamano Trencadís, parola catalana per «tante piccole cose rotte», e sono 96 tessere di ceramica spezzata in vari colori e forme. Ne prendi una alla volta e la incastri in una sagoma libera della stessa forma, dove resta per tutta la partita. Le Trencadís non sono una moneta e non si spendono mai, perché servono soltanto a essere possedute e contate.
Il mosaico serve a giocare le carte. I tre mazzi da 33 carte raccontano i tre Pilastri della vita di Antoni Gaudí — Natura, Catalogna e Religione — e ogni carta porta in basso un numero col bordo rosso accanto a un colore. Quel numero non è un costo, perché dice quante tessere di quel colore devi già avere sulla plancia per posarla, e tu le tieni tutte. La carta giocata scende in fondo alla colonna del suo Pilastro, sotto la tua plancia, e i numeri della colonna si sommano, così la prossima carta di quel colore ti chiederà più mosaico.
Si vince con il Gran Totale, e il modo in cui lo si calcola governa tutta la partita. Ogni Pilastro ha un suo tracciato di punti lungo il bordo del tabellone, quindi arrivi in fondo con tre punteggi distinti, e alla fine sommi solo i due più arretrati. A quella somma aggiungi le tessere del tuo secondo e terzo gruppo più grande, dove un gruppo è una catena di tessere dello stesso colore che si toccano lungo un lato. In scatola non trovi dadi, piazzamento di lavoratori né un modo per togliere qualcosa a qualcuno.
| Interazione | Indiretta: non puoi fermarti dove c'è già un altro segnalino, e le tessere buone spariscono. |
| Alea | Tessere pescate a caso dal sacchetto e carte rivelate sopra i mazzi; in scatola non ci sono dadi. |
| Peso | Medio, 3,00 su 5 secondo BoardGameGeek: poche regole, molte icone da imparare a leggere. |
| Tempo morto | Corto: chi resta indietro gioca più turni, chi esce dal giro guarda gli altri finire. |
| Ingombro | Tabellone quadrato più una plancia a testa, con tre colonne di carte che crescono sotto. |
| Automa | In solitario Gaudí muove alla prima casella dove può fare tutta l'azione; in due un segnalino occupa caselle senza agire. |

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1 · Muovi — a giro
Sposti il tuo segnalino Lampadario, la pedina del tuo colore, in senso orario lungo l'anello di caselle al centro del tabellone, di quante caselle vuoi.
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2 · Occupato no — sempre
Non puoi fermarti su una casella dove c'è già il segnalino di un altro giocatore, quindi la casella che volevi te la possono rubare.
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3 · Leggi i simboli — nel tuo turno
La casella mostra un'azione più un certo numero di matite e martelli. Ogni matita ti fa fare una volta l'azione disegnata lì.
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4 · I martelli danno scelta — nel tuo turno
Ogni martello vale per quell'azione, oppure per far salire di una casella un segnalino su un Comignolo, la tessera verticale in cima alla tua plancia, oppure per giocare una carta.
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5 · Chi è davanti fa il doppio
Se procedendo in senso orario nessun segnalino ti precede, usi sia le matite sia i martelli; altrimenti scegli una sola delle due file.
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6 · Esci dal giro — a fine anello
Arrivato in fondo togli il segnalino dal tabellone e attivi la tessera al centro. Il round finisce quando tutti i segnalini sono usciti.
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Da dove arrivano i punti
Da tre tracciati separati, uno per Pilastro. I punti Natura arrivano soprattutto dalle carte Natura giocate, quelli Catalogna si incassano a fine round, quelli Religione quasi tutti al conteggio finale. Le tessere pagano alla fine, con i gruppi di colore sulla tua plancia.
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I punti che contano sono quelli che hai di meno
Questa è la regola che decide dove spendere il turno, quindi vale la pena fermarcisi un momento. Avere tre tracciati separati e sommarne solo due significa che la carta più ricca sul tabellone non ti serve a niente se alza il Pilastro su cui sei già avanti. Il tuo punteggio cresce alla velocità del tuo filone più debole, e spesso conviene giocare una carta mediocre nella colonna giusta invece di una splendida nella colonna sbagliata.
Poi c'è la plancia, che paga alla fine con il secondo e terzo gruppo più grandi. Il primo non conta, e quella riga sola cambia il modo in cui posi le tessere, perché una catena enorme di gialle ti lascia il conteggio in mano a due catene piccole. Conviene coltivarne tre di media taglia e tenerle collegate, mentre le carte continuano a chiederti colori che non sempre sono quelli.
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Natura
Paga subito: giochi una carta Natura e risolvi tutta la colonna, incassando le ricompense in alto su ogni carta.
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Catalogna
Paga a fine giro, quando arrivi in fondo all'anello e scegli quella ricompensa sulla tessera al centro.
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Religione
Paga solo alla fine, moltiplicando punti per quante volte hai soddisfatto una condizione stampata sulla carta.
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In 2
Entra un terzo segnalino che occupa caselle senza agire e si rimette sempre in testa, così il turno doppio quasi nessuno lo prende.
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In 3-4
Nessun segnalino in più: la testa dell'anello se la contendono i giocatori veri, e le caselle buone spariscono davvero.
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Da solo
Tre pedine sull'anello, Gaudí più il segnalino neutro: la corsa si spegne e resta l'ottimizzazione.
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Il giro attorno al Lampadario è un budget di turni che ti spendi da solo. Avanzi di quante caselle vuoi, e quando arrivi in fondo il tuo segnalino esce dal tabellone e per te il round è finito, mentre gli altri continuano a giocare. Chi si trova davanti a tutti gli altri usa sia le matite sia i martelli della casella, cioè fa il doppio delle azioni di chi sta dietro. Ogni turno ripete allora la stessa domanda, se spingerti avanti per raddoppiare adesso o restare indietro per avere più turni. Ci si mette in mezzo il fatto che sulla casella buona non ti puoi fermare se c'è già un altro segnalino, e che dopo la prima uscita di scena le caselle scure in fondo all'anello espellono chi ci si ferma. Qui i giocatori si toccano, e da nessun'altra parte.
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Il dubbio
In due il bonus più grosso del gioco quasi non si prende, e la regola che lo produce sta a pagina 7. Con due giocatori entra sul tabellone un terzo segnalino di un colore inutilizzato, che gioca sempre per ultimo e non compie azioni. Nel suo turno si sposta sulla prima casella che lo rende il più avanzato di tutti, e al giro dopo ci torna. La conseguenza al tavolo è che nessuno dei due giocatori veri è quasi mai quello davanti a tutti, perché quel segnalino si rimette in testa ogni volta. Matite e martelli insieme li usa soltanto chi è in testa, quindi la scelta attorno a cui gira tutta la corsa in tre e in quattro, in due diventa un'eccezione. Si gioca la stessa partita a metà potenza, e la stessa regola vale anche nel solitario. |
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Se il tuo tavolo è da tre o quattro persone, questo gioco ti chiede esattamente la cosa che gli riesce meglio.
Gaudí – ITA · 29,99 €
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Il secondo gioco che Dani Garcia dedica a Barcellona
Dani Garcia ha una carriera corta e già riconoscibile. Ha esordito nel 2023 e ha firmato Barcelona e Windmill Valley, che dopo due e tre anni stanno entrambi dentro i primi mille della classifica generale di BoardGameGeek, e che come questo girano su tessere e tracciati. Viene dai videogiochi, dove faceva l'artista 2D e 3D, ed è di Barcellona, quindi la sua città torna per la seconda volta in una sua scatola.
Le illustrazioni sono di Edu Valls e il design grafico di Sol Saavedra, cioè le due persone da cui dipende la leggibilità di un gioco che parla quasi solo per icone. L'edizione che arriva qui è italiana, con Devir Italia nei crediti, la traduzione di Alessandro Barella e due correttori di bozze accreditati nel libretto. In coda al regolamento c'è anche un saggio di tre pagine sull'architetto, firmato dal filosofo Jordi Graupera.
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A cosa somiglia
Windmill Valley, dello stesso autore, per il tracciato circolare di azioni su cui muovi una pedina. Azul per le tessere di ceramica da incastrare in una plancia personale.
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Dove si stacca
In Windmill Valley il tracciato lo potenzi e resta a disposizione per tutta la partita, qui invece si consuma, perché ogni casella che superi è un turno che non farai in quel round. E in Azul una tessera che non entra ti costa punti, mentre qui, se non hai una sagoma della stessa forma, la rimetti dove l'hai presa e ne prendi un'altra.
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96
tessere Trencadís, sei per ogni colore e forma
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99
carte Pilastro, 33 per ciascuno dei tre filoni
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3
round, e altrettanti tracciati di punti
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Cosa c'è dentro per 29,99
La scatola porta 96 tessere Trencadís e 99 carte, quattro plance personali, dodici tessere Comignolo, sette tessere Lampadario, un sacchetto di stoffa e una trentina di segnalini fra punti, Comignoli e pedine dell'anello. Il tabellone è stampato su due facce, e lo sono anche le tessere Comignolo, perché la modalità per Esperti usa il lato Notte di entrambi.
Quello che non so è quanto siano spessi i cartoni, se le sagome delle plance siano fustellate abbastanza in profondità da tenere ferme le tessere, e se dentro ci sia un inserto. L'editore non lo ha comunicato e la scatola io non l'ho aperta, quindi la voce Fattura si ferma a otto. Il resto del conto, a questo prezzo, è pieno.
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C'è
Regolamento italiano con setup numerato, esempi giocati e appendice dei simboli
Modalità per Esperti sul lato Notte, con i requisiti da soddisfare dentro un solo gruppo di tessere adiacenti Solitario ufficiale contro Gaudí, con quattro livelli di difficoltà Sacchetto di stoffa per le 96 tessere |
Non c'è
Nessun foglietto riassuntivo separato: i simboli stanno nelle ultime pagine del libretto
Nessun dado, nessun attacco diretto, nessuna risorsa da spendere Nessun video ufficiale del gioco fra le fonti che ho aperto Spessore dei cartoni e presenza di un inserto non comunicati dall'editore |
Da soli: contro Gaudí in persona
Chiuso il capitolo dei materiali, resta il modo di giocare che molti guardano per primo, cioè da soli. Il solitario è ufficiale e sta a pagina 19 del libretto, dove l'avversario automatico è Gaudí in persona. Non ha plancia né Comignoli, tiene le sue carte in tre colonne e le sue tessere ordinate per colore e forma in una zona di tavolo, e usa soltanto il segnalino del Gran Totale. Nel suo turno lo fai avanzare fino alla prima casella dove può compiere per intero l'azione disegnata, e prende sempre la tessera del colore di cui ne ha meno e la carta più in basso. Sono due controlli a occhio, senza tabelle e senza carte da girare, più il segnalino neutro da spostare.
La difficoltà si sceglie prima di cominciare fra quattro livelli, e cambia solo il conto finale. A facile, normale e difficile togli rispettivamente tre, due o una carta da ogni sua colonna, e il suo totale si moltiplica per tre, o per quattro se hai scelto folle; il comportamento di Gaudí resta identico. Varia invece il tavolo, con tre tessere Lampadario su sette e le tessere Comignolo distribuite a caso, anche se da soli si gioca soltanto con le regole per Esperti. Il punto vero è un altro, perché il segnalino neutro si rimette davanti a tutti a ogni giro e il turno doppio quasi non arriva. La corsa si spegne, e quello che resta è un puzzle di ottimizzazione contro un punteggio da battere.
Novantasei pezzi di ceramica rotta che non si spendono, e tre punteggi di cui ne contano due.
Il gioco sta tutto lì, nella distanza fra la casella che vorresti e quella che ti lasciano libera.
| Compralo se | ti piace decidere quanto correre sapendo che ogni casella saltata è un turno che non farai, e se il tuo tavolo è quasi sempre da tre o quattro persone. |
| Lascialo se | giochi quasi sempre in due, perché lì un segnalino neutro sta quasi sempre in testa e il turno doppio non arriva, oppure se cerchi un gioco dove ci si attacca davvero. |
| Esce in italiano? |
| Sì, ed è l'edizione di cui parla questa scheda. Devir Italia è nei crediti del libretto, con la traduzione di Alessandro Barella e due correttori di bozze accreditati. |
| Serve sapere l'inglese per giocarci? |
| No. Tessere, plance e tabellone parlano per icone, e regolamento più appendice dei simboli sono in italiano. |
| Si gioca in solitario? E come? |
| Sì. L'avversario automatico si chiama Gaudí, muove il suo segnalino alla prima casella dove può eseguire per intero l'azione, e ha quattro livelli di difficoltà che cambiano solo il suo punteggio finale. Si gioca soltanto con le regole per Esperti. |
| Quanto dura davvero, e quanto ci vuole a spiegarlo? |
| 60-100 minuti dichiarati su tre round. Le regole sono poche e si spiegano in fretta, il tempo se ne va nell'imparare i simboli, e per questo l'appendice del libretto resta aperta nelle prime partite. |
| In cosa è diverso da Azul? |
| Nel modo in cui le tessere sbagliate ti puniscono. In Azul una tessera che non entra costa punti, qui se non hai una sagoma della stessa forma la rimetti dove l'hai presa. E qui le tessere non fanno punti da sole: servono a soddisfare i requisiti delle carte, e pagano alla fine con i gruppi di colore. |
| Quante partite regge? |
| Cambiano le tre tessere Lampadario estratte su sette, le carte scoperte sopra i tre mazzi da 33, e in modalità per Esperti anche le tessere Comignolo distribuite a caso. L'anello di caselle, invece, è sempre disposto allo stesso modo. |
| Vale il prezzo che costa? |
| A 29,99 il contenuto lo regge: 96 tessere, 99 carte, quattro plance e la doppia faccia su tabellone e Comignoli. Non conviene a chi gioca quasi sempre in due, perché lì il turno doppio quasi non si prende, né a chi cerca un gioco dove ci si attacca. |
| Meglio partire dalla modalità Normale o da quella per Esperti? |
| Dalla Normale, e la scelta va fatta prima di preparare il tavolo perché cambia il lato del tabellone. La modalità per Esperti chiede che le tessere del requisito stiano dentro un solo gruppo di tessere adiacenti e aggiunge gli effetti permanenti sui Comignoli. |
In breve — Gaudí è un gioco da tavolo di Dani Garcia, con illustrazioni di Edu Valls e design grafico di Sol Saavedra, pubblicato da Devir nel 2026 e disponibile in edizione italiana curata da Devir Italia. Da 1 a 4 giocatori, dai 10 anni in su, 60-100 minuti. Si muove un segnalino lungo un anello di azioni, si raccolgono tessere di ceramica Trencadís e si giocano carte sui tre Pilastri della vita dell'architetto catalano: Natura, Catalogna e Religione.
| Giocatori | Da 1 a 4; in due e in solitario entra un terzo segnalino neutro. |
| Durata | 60-100 minuti dichiarati, distribuiti su tre round. |
| Struttura | Tre round; ognuno finisce quando tutti i segnalini hanno lasciato l'anello. |
| Lingua | Edizione italiana; componenti a icone, regolamento e appendice dei simboli tradotti. |
| Scatola | 96 tessere, 99 carte, 4 plance personali, sacchetto di stoffa. |
| Solitario | Ufficiale, avversario automatico e quattro livelli; solo con le regole per Esperti. |
In English — Gaudí is a medium-weight eurogame by Dani Garcia, illustrated by Edu Valls and published by Devir in 2026, for 1 to 4 players, ages 10 and up, 60 to 100 minutes. Players move a marker clockwise around a central ring of action spaces, choosing how far to travel: the player ahead of everyone else performs twice as many actions, but a full lap ends that player's round. Collected Trencadís tiles let you play cards on three pillars — Nature, Catalonia, Religion — and only your two lowest pillar scores count. This article is written in Italian.
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