Benjie Talbott fa il compositore. Piano e violino da quando aveva cinque anni, e poi quindici anni a scrivere musica per il cinema e la televisione — un mestiere in cui tira su intere orchestre da strumenti virtuali, fino a ingannare l'orecchio. Ma ai giochi ci arrivava da un'altra porta: li progettava da anni, per conto suo, come hobby. Il guaio è che non ne finiva uno. Si sentiva — parole sue — come una barca su un fiume, portato dalla corrente, con una mezza dozzina di idee aperte tutte insieme e nessuna che arrivasse in fondo.
Tenby è la cittadina sul mare del Galles dove sua madre portava lui e il fratello da bambini. Lei è mancata qualche anno fa, ed è anche uno dei posti del cuore suoi e del suo partner oggi: un luogo che tiene insieme due tempi, l'infanzia con lei e la vita di adesso. È stato proprio il partner a dirgli di smettere di rincorrere tutto e di concentrarsi su una sola idea. Ha scelto questa. Il sistema di drafting è arrivato subito dopo, e tutto è cresciuto da lì.
Tenby è stato finanziato su Kickstarter in meno di sedici ore.
Ha chiuso a 16.160 sterline — quasi il triplo dell'obiettivo — con 619 sostenitori. Ed è finalista come Debut of the Year ai Play Creators Awards 2026.
Per pubblicarlo si è fondato una casa editrice tutta sua, Cosy Cub Games, nel 2022 — con l'idea dichiarata di fare giochi di comunità e gentilezza più che di conflitto. Tenby è la sua prima uscita, ma non un colpo di fortuna: prima della stampa ne ha fatte due tornate di prototipi, dieci copie alla volta, spedite ai recensori perché le smontassero. Il design è suo, le illustrazioni — ogni singola carta — sono sue. E c'è una terza firma sua, che tengo per la fine.
Ogni round scegli una carta che ti dà le tue azioni. Ma più sono ghiotte quelle azioni, più tardi finisci nell'ordine di turno del round successivo. È un piccolo patto che fai con te stesso ogni volta: prendere tanto adesso e pagarlo dopo, oppure rinunciare a qualcosa per partire avanti la prossima volta. Non c'è mai la scelta ovvia, e questa tensione non si spegne per tutta la partita.
Poi c'è il cuore vero: il feature matching. Una carta non vale niente da sola — vale per quello che le sta accanto. Un gabbiano, una nuvola, una porta, un'onda: il punteggio nasce dagli accostamenti. Così non cerchi la carta più forte, cerchi la carta giusta per quel posto, e ti ritrovi a fissare i dettagli del disegno come si fissa un piccolo enigma. Che quei dettagli li abbia disegnati la stessa persona che ha progettato il gioco non è un caso: qui l'illustrazione è la meccanica.
Scegli la carta con le azioni migliori e ti godi il round. Poi paghi il conto: quella stessa carta ti spedisce in coda all'ordine di turno dopo, a guardare gli altri prendere per primi quello che volevi tu.
È un bilanciere che regge da solo. Chi è davanti rinuncia alla potenza, chi è potente rinuncia alla posizione. Decidi tu, ogni round, da che parte stare.
"One of the more joyous gaming experiences I've had this year."
Justin Bell — Meeple Mountain
Una ruvidità onesta c'è, e tanto vale dirla: i manuali. Tenby lo insegni a un bambino in cinque minuti — l'ha fatto un recensore di Meeple Mountain, col proprio figlio — eppure le regole sono sparse su più libretti, dense ben oltre il necessario. È un problema di editing, non di design: il gioco sotto resta semplice e pulito. Una volta imparato, una partita vola via.
Nella scatola, su un foglietto, c'è un QR. Lo inquadri e parte un album: TENBY (Original Game Soundtrack), undici brani, una quarantina di minuti. Non una playlist messa insieme con pezzi altrui — una colonna sonora originale, scritta da Talbott. Un recensore l'ha descritta come un paesaggio sonoro da videogioco giapponese; suo figlio, sentite quattro battute, ha detto che sembrava la musica di un gioco che ha sulla Switch.
Ed ecco la cosa che a me è rimasta più impressa. Un uomo che ha passato quindici anni a mettere in musica le storie degli altri, per il cinema e la TV, alla fine ha messo in musica la propria città. Tra i brani ce n'è uno intitolato Welcome to Tenby — in gallese, Croeso i Ddinbych-y-Pysgod: ti dà il benvenuto nel posto prima ancora che tu abbia pescato una carta. Sono undici brani che puoi ascoltare anche adesso, a scatola chiusa.
È questo il residuo di Tenby. Non il punteggio, non chi ha vinto: la musica, che continua a suonare quando le carte sono già rimesse a posto. Rimetti via la città e te la porti nelle orecchie — e siccome quella città custodisce sua madre e il suo presente, quello che lui ha reso pubblico è qualcosa di molto privato. E per giunta ci si può premere play.
| Traccia |
Una colonna sonora come dedicaUn compositore di mestiere ha scritto undici brani originali per il gioco sulla propria città — e li ha messi dietro un QR, dentro la scatola. La traccia che Tenby lascia non è un'immagine in testa: è un disco vero, che esiste e si ascolta. È un memoriale travestito da gioco da tavolo. L'infanzia, la madre, il mare: tutto trasformato in qualcosa che altri possono costruire — e riascoltare. TENBY · Original Game Soundtrack — Benjamin Talbott, 2024 · 11 brani |
Quasi tutti i giochi finiscono quando smetti di giocare. Tenby ti lascia la radio accesa.
Le storie dietro i giochi che importo — perché esistono, e cosa dicono di chi li sceglie.
Tenby ti aspetta nello stagno. Con la sua colonna sonora.




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Viticulture Boardeaux - Nessuno voleva cambiarlo. È tornato chi l'ha scritto.