


Eternal Decks
🐸 Details from BoardGameGeek
Consiglio BGG sul numero di giocatori
Categorie
Meccaniche
Design & Art
Lingua
🐸 How pre-orders work
🐸 A wise frog knows when to split the order… and when to wait for the right leap.
- Arrives
- second half of January 2027
Si abbina bene con
La scheda FroGames
Qualcuno indica una carta. Qualcuno scuote la testa. Qualcuno passa un gioiello sotto il tavolo. Nessuno può dire cosa ha in mano, ma tutti devono capirsi lo stesso.
DI COSA SI TRATTA
Un deck-builder cooperativo dove non puoi dire cosa hai in mano
Eternal Decks è stato progettato da Hiroken, designer noto per i suoi puzzle cooperativi a informazione limitata, e illustrato da MUJUNSHA. Ambientato in un universo mitologico abitato da Eterni, creature dotate ciascuna di un mazzo unico, il gioco è uscito in Giappone nel 2025 e ha rapidamente conquistato la scena internazionale grazie alla sua formula originale: un deck-building cooperativo in cui la comunicazione è fortemente limitata e ogni mossa deve essere calibrata non solo sulle tue carte, ma su quelle che immagini abbiano gli altri.
Al tuo turno devi compiere un'unica azione: giocare una carta (rispettando rigidi vincoli di piazzamento su tre righe), generare un gioiello oppure passare una carta a un compagno. Il campo centrale ha regole ferree: non puoi mai affiancare carte dello stesso colore o dello stesso numero sulla stessa riga, e ogni riga porta restrizioni aggiuntive che cambiano in base allo scenario. I gioielli servono a neutralizzare gli effetti negativi degli Eterni, che minacciano costantemente il gruppo. Sei stage diversi vi porteranno a raccogliere punti, sopravvivere a una città fantasma, orientarvi in un labirinto, sconfiggere un boss e altro ancora.
Cosa dicono all'estero
"Eternal Decks is a limited communication co-operative game in which players try to complete the stage objectives before any one player cannot take an action."
— Tricktakers Games
La comunicazione limitata trasforma ogni partita in una partita a scacchi silenziosa contro il mazzo.
— FroGames
Eternal Decks
Il gioco prevede regole ufficiali per il solitario gestendo più mani contemporaneamente. L'esperienza è completa e i sei stage mantengono tutta la loro varietà, ma si perde la tensione della comunicazione limitata: giocando da solo vedi tutte le carte e il puzzle diventa puramente logistico invece che sociale.
Gli elementi del puzzle
Quattro pilastri che regolano ogni turno
Il campo a tre righe
Tre file orizzontali dove piazzi le carte. Mai stesso colore o stesso numero adiacenti sulla stessa riga. Ogni stage aggiunge vincoli extra a una o più righe: per esempio, nella città fantasma una riga accetta solo numeri crescenti.
I gioielli
Risorse generate rinunciando a giocare una carta. Servono a neutralizzare gli effetti negativi portati dagli Eterni: perdere carte, perdere azioni, o peggio. Gestirli male significa crollare a metà partita.
I mazzi degli Eterni
Otto personaggi mitologici, ognuno con un mazzo unico di otto carte. Acquisire carte da un Eterno arricchisce il tuo mazzo ma porta anche le sue maledizioni. Ogni Eterno ha poteri unici e trigger diversi.
Comunicazione limitata
Non puoi dire cosa hai in mano. Puoi solo indicare, annuire, scuotere la testa. Passare una carta a un compagno è un'azione intera. Il linguaggio non verbale diventa la vera meccanica del gioco.
Come si gioca
Video dimostrativo di gameplay.
🎲Come si giocaLe regole in quattro mosse▼
Come si gioca
Il flusso di ogni turno
Un turno in Eternal Decks dura pochi secondi, ma ogni scelta pesa come un macigno.
Devi fare esattamente una di queste tre cose: giocare una carta (sul campo, sul fiume, o usando un'abilità), generare un gioiello, oppure dare una carta a un compagno. Non puoi parlare di cosa hai in mano.
Se giochi una carta sul campo, devi piazzarla su una delle tre righe rispettando i vincoli globali (mai stesso colore o numero adiacenti) e i vincoli dello stage corrente (per esempio, una riga accetta solo numeri pari).
Se un Eterno ha un trigger attivo (per esempio, quando giochi un certo colore), il suo effetto si innesca. Puoi spendere gioielli per neutralizzare gli effetti negativi, ma i gioielli sono limitati.
Ogni stage ha un obiettivo diverso: raccogliere punti, sopravvivere X turni, sconfiggere un boss, navigare un labirinto. Se lo completate prima che qualcuno resti senza azioni possibili, passate allo stage successivo. Altrimenti perdete.
⏱️La tua prima partitaLa cronaca, momento per momento▼
Una partita in cinque momenti
Cosa succede al tavolo
Non le regole. L'esperienza.
Il setup e i primi turni
Ognuno ha cinque carte in mano e guarda gli altri cercando di capire chi ha cosa. Qualcuno gioca subito, qualcuno esita. Il campo è vuoto e tutto sembra possibile. Poi arriva il primo vincolo e qualcuno capisce che quella carta che voleva giocare… non può.
Il primo Eterno entra in gioco
Qualcuno acquisisce carte da un Eterno e il mazzo si arricchisce di nuove opzioni, ma anche di maledizioni. Il gruppo genera il primo gioiello per proteggersi. Ora il campo si complica: vincoli incrociati, carte che non si possono affiancare, qualcuno che passa una carta senza dire perché.
Metà stage: il piano si rompe
Il campo è pieno, qualcuno ha troppe carte in mano e non può giocarle. Qualcun altro ha la carta perfetta ma è nel posto sbagliato della riga. Si ricomincia a generare gioielli, si passa una carta, si prova a comunicare con lo sguardo. La partita rallenta: ogni mossa è un rebus.
L'obiettivo dello stage è vicino
Mancano pochi punti (o poche carte, o pochi turni) per chiudere lo stage. Qualcuno fa una mossa azzardata: gioca una carta che blocca una riga sperando che un compagno abbia la soluzione. Funziona. O non funziona. Il tavolo trattiene il fiato.
Fine stage, si passa al prossimo
L'obiettivo è completato. Qualcuno esulta, qualcuno conta le carte rimaste e scuote la testa. Si leggono le regole del prossimo stage: nuovi vincoli, nuovi Eterni, nuovo obiettivo. Il tavolo si guarda e ricomincia in silenzio. Sei stage in totale. Se ne superate tutti, avete vinto.
🐸Da sapere primaTre cose oneste, da amici▼
Da sapere prima
Tre cose che cambiano l'esperienza
Il silenzio è obbligatorio
Non puoi dire cosa hai in mano. Non puoi chiedere «hai un rosso?». Puoi solo indicare, annuire, scuotere la testa. Nelle prime partite il tavolo è frustrato: nessuno capisce nessuno. Dopo 2-3 run si sviluppa un linguaggio non verbale e il gioco decolla. Ma serve pazienza iniziale.
La curva di difficoltà è ripida
I primi due stage sono abbordabili. Dal terzo in poi i vincoli si moltiplicano e gli Eterni diventano cattivi. Il quinto e sesto stage richiedono coordinazione perfetta: un errore e si perde. Non è un gioco che si batte alla prima run completa.
Richiede un gruppo stabile
Eternal Decks premia i gruppi che giocano insieme regolarmente. Ogni tavolo sviluppa il proprio codice: sguardi, gesti, timing. Con giocatori sempre diversi si ricomincia ogni volta da zero e l'esperienza ne soffre. Non è un gioco da tirare fuori a caso.
🏆Vittoria e sconfittaCosa premia il finale▼
Come finisce
Come si vince e come si perde
Eternal Decks ha condizioni di vittoria e sconfitta chiare, diverse per ogni stage.
Vittoria
- Completate tutti e sei gli stage rispettando gli obiettivi specifici (punti, sopravvivenza, boss sconfitto, labirinto attraversato)
- Nessun giocatore resta bloccato senza azioni possibili durante uno stage
- Gestite correttamente i gioielli per neutralizzare le maledizioni degli Eterni
Sconfitta
- Anche un solo giocatore non può compiere alcuna azione al suo turno (mano bloccata, campo pieno, vincoli insuperabili)
- Non completate l'obiettivo di uno stage entro il limite di turni o carte stabilito
- Le maledizioni degli Eterni vi costringono a perdere troppe carte o azioni senza gioielli per difendervi
Eternal Decks non è un deck-builder dove vince chi fa la combo migliore. È un puzzle cooperativo in tempo reale dove conta più capirsi che ottimizzare.
💬Domande frequentiRisposte rapide prima del carrello▼
Domande frequenti
FAQ su Eternal Decks
Che meccaniche usa Eternal Decks?
Deck-building cooperativo, hand management, comunicazione limitata, poteri variabili, piazzamento vincolato, gestione risorse (gioielli). Ogni stage ha un obiettivo e regole diverse, il che rende il gioco un puzzle modulare più che un deck-builder tradizionale.
Si gioca bene in solitario?
Sì, il gioco include regole ufficiali per il solo. Gestisci più mani contemporaneamente. L'esperienza è completa e i sei stage mantengono la varietà, ma si perde la tensione della comunicazione limitata: vedendo tutte le carte, il puzzle diventa puramente logistico.
Quante partite servono per padroneggiarlo?
Le prime 2-3 run sono frustranti: nessuno capisce nessuno, il campo si blocca, si perde al terzo stage. Dopo 4-5 partite il tavolo sviluppa un linguaggio condiviso (gesti, timing, ordine di gioco) e l'esperienza cambia radicalmente. È un gioco che premia la continuità.
Quanto dura una partita completa (sei stage)?
30-40 minuti dichiarati, ma realisticamente 40-50 minuti quando il gruppo è esperto. Le prime run sono più lunghe (60 minuti) perché si discute ogni mossa. Se perdete a metà, la partita dura 20 minuti.
Si gioca bene in 2 giocatori?
Funziona, ma l'esperienza è diversa. In 2 la comunicazione limitata pesa meno (vi guardate più facilmente) e il puzzle è più gestibile. In 3-4 la tensione sale perché devi coordinare più mani e interpretare più segnali contemporaneamente.
Qual è il numero di giocatori ideale?
Secondo i dati della community, 4 giocatori è il numero ideale. Il puzzle è bilanciato, la comunicazione limitata crea tensione senza frustrare, e ogni giocatore ha un peso decisionale. In 3 funziona benissimo, in 2 è più rilassato.
Quanto è difficile da imparare?
Regole base in 10 minuti: un'azione a turno, vincoli del campo, gioielli per neutralizzare le maledizioni. La difficoltà vera è padroneggiare la comunicazione non verbale, che non è nelle regole ma emerge giocando. La curva iniziale è ripida.
Quanto spazio serve sul tavolo?
Tavolo medio. Serve spazio per il campo centrale (tre righe di carte), i mazzi degli Eterni, l'area dei gioielli e le mani dei giocatori. Circa 80×60 cm sono sufficienti per 4 giocatori. Non è un gioco che si gioca sul tavolino del bar.
Cosa c'è nella scatola?
Carte degli Eterni (otto mazzi da otto carte ciascuno), carte starter dei giocatori, gettoni gioiello, schede degli stage con obiettivi e vincoli, plance personali, regolamento. No tabellone, no miniature: è un card game puro.
Che bustine servono per proteggere le carte?
Le carte sono formato standard giapponese (circa 59×86 mm). Per proteggerle servono bustine 63.5×88 mm (misura standard europea/americana). Totale circa 100-120 bustine per l'intero gioco, inclusi i mazzi degli Eterni.
È un gioco cooperativo puro o ci sono tradimenti?
Cooperativo puro. Nessun traditore, nessuna fazione nascosta. Tutti vincono o perdono insieme. L'unico 'conflitto' è tra il gruppo e il sistema di gioco, che diventa progressivamente più punitivo stage dopo stage.
Gli Eterni sono tutti bilanciati?
Ogni Eterno ha un mazzo unico con carte potenti e maledizioni diverse. Alcuni sono più difficili da gestire (maledizioni aggressive, gioielli richiesti spesso), altri più versatili. Il gioco incoraggia a mescolare Eterni diversi tra le partite per variare difficoltà e strategia.
Si può giocare con bambini sotto i 10 anni?
L'età minima consigliata è 10+ ed è realistica. Il gioco richiede pianificazione astratta, gestione dei vincoli incrociati e capacità di interpretare segnali non verbali. Sotto i 10 anni è troppo frustrante: meglio un cooperativo più diretto come Forbidden Island.
È disponibile in italiano? Serve sapere l'inglese?
Questa edizione è in inglese. Tuttavia il gioco ha dipendenza dalla lingua quasi nulla: le carte hanno simboli e numeri, i vincoli sono iconografici. Il regolamento va letto una volta, poi si gioca senza testo. Serve un inglese base per il setup iniziale, dopodiché il gioco è visuale.
Le persone dietro al gioco
Chi l'ha inventato, chi l'ha disegnato, chi lo pubblica — e cos'altro hanno fatto.
Eternal Decks è un deck-building cooperativo per 1-4 giocatori, età 10+, durata 30-40 minuti. Progettato da Hiroken e pubblicato da Portland Game Collective, il gioco si basa su comunicazione limitata e piazzamento vincolato: non puoi dire cosa hai in mano, e ogni carta deve rispettare rigidi vincoli di colore, numero e posizione. Sei stage diversi offrono obiettivi variabili (punti, sopravvivenza, labirinto, boss) e restrizioni progressive. I mazzi degli Eterni portano poteri unici e maledizioni da neutralizzare con gioielli. Un puzzle cooperativo che premia la coordinazione non verbale e i gruppi stabili. Disponibile su frogames.business.

Eternal Decks
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